Quando si parla di sostenibilità agroalimentare il pensiero corre immediatamente alla tutela dell’ambiente, alla biodiversità, alla riduzione degli sprechi e alla qualità dei prodotti. Sono temi centrali e imprescindibili. Esiste però una dimensione altrettanto importante senza la quale nessuna filiera può dirsi realmente sostenibile: la legalità.
Non può esistere un cibo veramente “buono, pulito e giusto” se dietro la sua produzione, commercializzazione e distribuzione si celano lavoro irregolare, dumping sociale, compressione dei diritti dei lavoratori o forme di concorrenza sleale.
È proprio questa la riflessione che lega profondamente l’esperienza del Centro Agroalimentare di Torino ai valori promossi da Terra Madre. Negli ultimi anni il CAAT ha intrapreso un percorso innovativo finalizzato a promuovere la cultura della legalità all’interno della filiera logistica e distributiva, individuando nell’istituto dell’ASSE.CO uno strumento concreto di tutela del lavoro, rafforzamento della competitività e promozione di un’economia più equa e sostenibile.
Dalla legalità formale alla sostenibilità sociale
L’obiettivo del CAAT non è stato semplicemente quello di verificare il rispetto degli obblighi normativi.
La sfida era più ambiziosa: costruire un ecosistema nel quale la tutela dei lavoratori, la correttezza dei rapporti contrattuali e la trasparenza delle imprese diventassero elementi qualificanti dell’intera filiera agroalimentare.
Partendo dall’analisi delle criticità presenti nel comparto della movimentazione merci, il Centro ha avviato un percorso volto a contrastare fenomeni di lavoro irregolare, applicazione impropria dei contratti, dumping sociale e concorrenza sleale, introducendo progressivamente l’obbligo dell’Asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro – ASSE.CO, quale requisito per l’esercizio delle attività all’interno del comprensorio.
L’asseverazione, che rappresenta uno strumento di natura volontaria, è un sistema strutturato di verifica dei rapporti di lavoro, nell’ambito del quale i Consulenti del Lavoro Asseveratori svolgono le verifiche previste ai fini del rilascio e del mantenimento dell’asseverazione, ferme restando le competenze degli organi di vigilanza; il percorso di legalità intrapreso concorre a distinguere le imprese virtuose da quelle che perseguono vantaggi competitivi a scapito dei diritti delle persone.
La legalità come valore competitivo
Tra gli insegnamenti più importanti emersi dall’esperienza del CAAT vi è la consapevolezza che la legalità non costituisce un costo, bensì un fattore di sviluppo.
Le imprese che operano nel rispetto delle regole beneficiano di una migliore reputazione, instaurano rapporti più solidi con clienti e partner commerciali e accedono con maggiore facilità ai mercati che richiedono elevati standard ESG e di responsabilità sociale.
La legalità contribuisce inoltre a ridurre i cosiddetti “rischi invisibili” della filiera, limitando conflitti, contenziosi, infortuni e inefficienze organizzative e favorendo la costruzione di un contesto economico capace di attrarre investimenti e professionalità qualificate.
In questa prospettiva il lavoro regolare non rappresenta soltanto una tutela individuale, ma un elemento che contribuisce direttamente alla qualità e all’affidabilità dell’intero sistema agroalimentare.
La formazione come strumento di cambiamento culturale
Uno degli aspetti più innovativi del percorso sviluppato dal CAAT riguarda l’aver affiancato all’ASSE.CO un importante investimento formativo.
In collaborazione con Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri, è stato progettato ed erogato il percorso “La legalità del lavoro nei processi di logistica”, rivolto ai titolari e ai responsabili delle imprese di movimentazione operanti all’interno del Centro e realizzato con il finanziamento della Regione Piemonte nell’ambito dell’”Accademia per i Sistemi della Logistica, a valore aggiunto e per l’e-commerce”.
Il corso non è stato concepito come una tradizionale attività di aggiornamento normativo, ma come una leva di cambiamento organizzativo e culturale finalizzata a:
- diffondere la cultura della legalità;
- favorire la comprensione del sistema di asseverazione;
- contrastare il lavoro irregolare;
- promuovere la tutela della concorrenza leale;
- rafforzare la consapevolezza del ruolo sociale delle imprese all’interno della filiera.
Particolarmente significativa è stata la scelta di costruire un percorso “sartoriale”, modellato sulle caratteristiche reali dei partecipanti, con materiali tradotti in lingua araba, mediazione interculturale e docenze caratterizzate da un forte approccio pratico. Questa impostazione ha consentito di trasformare obblighi normativi complessi in contenuti accessibili, favorendo una reale condivisione delle regole e una partecipazione attiva degli operatori.
Il ruolo determinante dei Consulenti del Lavoro
All’interno di questo percorso i Consulenti del Lavoro hanno assunto una funzione strategica.
Non soltanto perché l’ASSE.CO trova in essi il proprio presidio tecnico e professionale, ma perché hanno contribuito a costruire un modello basato sulla prevenzione, sulla responsabilizzazione e sull’accompagnamento delle imprese verso standard più elevati di conformità e trasparenza.
La collaborazione tra CAAT, Ordine dei Consulenti del Lavoro, organizzazioni sindacali e imprese ha permesso di trasformare quello che avrebbe potuto essere percepito come un mero adempimento amministrativo in un vero e proprio patto di legalità condiviso.
Anche grazie a tale lavoro, il numero delle aziende asseverate è progressivamente cresciuto, quelle non asseverate sono state estromesse dal sistema comprensoriale consolidando un modello fondato sulla fiducia, sulla verifica professionale e sulla valorizzazione delle imprese virtuose.
Le dichiarazioni
Fabrizio Galliati, Presidente del CAAT
“Terra Madre ci ricorda che la sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente o la qualità dei prodotti, ma anche le persone. Dietro ogni prodotto agroalimentare esiste una filiera composta da lavoratori, imprese e comunità che devono poter operare nel rispetto della dignità umana e delle regole. Per questo il CAAT ha scelto di investire sulla cultura della legalità, introducendo l’asseverazione e accompagnandola con un importante percorso formativo rivolto agli operatori. Abbiamo voluto dimostrare che la legalità non è un vincolo burocratico ma una leva di sviluppo, capace di tutelare i lavoratori, rafforzare la concorrenza sana e migliorare la qualità complessiva della filiera.”
Fabrizio Bontempo, Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino
“L’esperienza realizzata presso il CAAT rappresenta un esempio concreto di come legalità e competitività possano crescere insieme. L’asseverazione consente di garantire trasparenza, correttezza e rispetto dei diritti dei lavoratori, valorizzando le imprese che operano responsabilmente sul mercato. I Consulenti del Lavoro svolgono in questo percorso un ruolo fondamentale di presidio tecnico, ma anche di diffusione della cultura della legalità, contribuendo a costruire filiere economiche più robuste, sostenibili e socialmente responsabili.”
Prof. Piercarlo Rossi, Presidente Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri – Ets
“La legalità non si costruisce soltanto attraverso regole e controlli: deve diventare cultura condivisa e consapevolezza diffusa. È questo il significato del percorso che Casa di Carità ha realizzato insieme al CAAT, grazie al finanziamento della Regione Piemonte nell’ambito dell’“Accademia per i Sistemi della Logistica, a valore aggiunto e per l’e-commerce”, trasformando la formazione in uno strumento concreto di responsabilizzazione delle imprese e di tutela delle persone. Abbiamo scelto di partire dalle caratteristiche reali dei lavoratori e degli operatori coinvolti, costruendo un intervento accessibile, attento anche alle differenze linguistiche e culturali. Crediamo che una formazione capace di avvicinare le persone alle regole e di farne comprendere il valore sia parte integrante di un modello di sviluppo più equo e sostenibile. La dignità del lavoro, la qualità dell’impresa e la sostenibilità delle filiere sono dimensioni che devono procedere insieme.”
L’esperienza del CAAT dimostra che biodiversità, qualità alimentare, sostenibilità ambientale e legalità non rappresentano percorsi paralleli, bensì componenti di una medesima visione.
Proteggere i prodotti della terra significa proteggere anche il lavoro delle persone che ne rendono possibile la distribuzione. Significa garantire regole uguali per tutti, contrastare ogni forma di sfruttamento e riconoscere che la dignità del lavoro è parte integrante del valore del prodotto.
Per questo, accanto al principio del “buono, pulito e giusto”, l’esperienza del Centro Agroalimentare di Torino suggerisce un ulteriore concetto: un sistema agroalimentare può dirsi davvero sostenibile soltanto quando è anche legale, trasparente ed equo.
