Italmercati sigla un accordo con l’associazione cinese dei mercati all’ingrosso CAWA

Pechino chiama, e Roma risponde. Anche per soddisfare una domanda crescente di ortofrutta di qualità, con annessi servizi e tecnologie per il settore, da parte dei consumatori cinesi. La prova viene dal «Memorandum of Understanding» tra Italmercati, la Rete dei dieci principali mercati all’ingrosso italiani, e Cawa, omologa associazione della Repubblica Popolare cinese, sottoscritto al 31esimo Congresso del Wuwm (Unione mondiale dei centri all’ingrosso) che si è concluso ieri a Roma. «S i tratta di un’intesa triennale – ha spiegato Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati e direttore generale del CAR Centro Agroalimentare Roma che prevede scambi di esperienze tra le strutture italiane e cinesi e soluzioni innovative tra management e imprese che fanno capo ai rispettivi mercati». Pallottini ha ricordato che in Cina, paese dalle potenzialità enormi, «per ora, come prodotti freschi, esportiamo solo kiwi, dalla prossima campagna anche agrumi». Tra gli obiettivi c’è la valorizzazione all’estero del know how tecnologico e organizzativo dei centri agroalimentari italiani, che proprio con l’ortofrutta realizzano oltre il70% del giro d’affari.

E che in prospettiva consentirà di installare anche impianti chiavi in mano con standard made in ltaly nei paesi emergenti e in forte espansione come la Cina. «Un progetto ambizioso – ha osservato Pallottini – nel quale abbiamo coinvolto il ministero dello Sviluppo economico e l’Agenzia Ice». Italmercati, costituita solo due anni fa nel quadro di una razionalizzazione dei circa 120 mercati all’ingrosso movimenta oltre 4 milioni di tonnellate di prodotti l’anno (tra questi anche carni e prodotti ittici), l’80% dei volumi trattati all’ingrosso, per un valore di oltre 5 miliardi.

Nei 140 ettari attrezzati del CAR di Roma, con 200 box di grossisti e 250 agricoltori che fanno vendita diretta, dal 2016 è anche operativa una piattaforma per i prodotti biologici a marchio AlmaverdeBio e Hfd. «Con la nostra struttura – ha dichiarato Ilenio Bastoni, direttore di Apofruit Italia, coop di Cesena leader dell’ortofrutta fresca – contiamo di chiudere il primo anno con un fatturato di dieci milioni». Un hub per la frutta bio che potrebbe prendere la Via della seta.

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