ITALMERCATI AL SALONE DELLA GIUSTIZIA SESTA EDIZIONE

Nella giornata di ieri il Presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini ha preso parte ad un interessante sessione dei lavori della sesta edizione del Salone della Giustizia.

Il tema “Food Law e Made in Italy” ha riunito intorno alla Tavola Rotonda importanti esponenti, professionisti e conoscitori di questo vasto mondo del “food”.

L’obiettivo è stato quello di cogliere l’improcrastinabile necessità di una nuova legislazione che, consapevole della unicità e bontà delle eccellenze italiane, ne tuteli la salvaguardia.

Il Presidente di Italmercati è stato chiamato a relazionare in merito alla “Tutela dei prodotti negli scambi commerciali”.

Diritto alimentare o diritto ad alimentarsi? Una domanda provocatoria che mi aiuta ad entrare da subito nel vivo del contributo che intendo portare in questo tavolo che si rivolge non tanto all’ambito giudiziale e stragiudiziale del Diritto Alimentare quanto e più concretamente nella prospettiva del diritto ad alimentarsi. Il diritto al cibo ha sottolineato nel suo intervento il Presidente di Italmercatiè un diritto umano che ha ispirato la costruzione dei sistema di welfare di molti Paesi e che è diventato parte integrante della Convenzione Internazionale sui diritti civili entrata in vigore nel 1976. Un approccio che ha ispirato la cosiddetta “rivoluzione verde” a cui ha fatto seguito il World Food Summit che, facendo esplicito riferimento ai doveri degli Stati di garantire il diritto ad un’alimentazione adeguata, ha stabilito l’ambito di declinazione del termine “food security”, quale situazione in cui tutte le persone hanno accesso, in ogni momento, a cibo sufficiente, sicuro e nutriente, così da poter condurre una vita sana. Non si tratta quindi solo di disponibilità materiale di prodotto ma anche di un accesso economico e sociale al cibo. Un combinato disposto a cui i Centri Agroalimentari sono chiamati, per la loro parte a rispondere”.

L’intervento ha poi toccato altri temi, come la necessità della tutela dei produttori agricoli, il controllo e la certificazione di cui l’Unione Europea ha fissato principi e norme e di conseguenza del rispetto degli obblighi, che si fanno sempre più complessi, delle imprese alimentari, dei contratti di commodity future e del fenomeno del land grabbing.

Nelle conclusioni il Presidente di Italmercati ha voluto lanciare un appello. “La normativa italiana, europea ed anche quella mondiale deve tenere conto di tante variabili. L’Italia, specie nei confronti dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, oltre ad aumentare la propria concorrenzialità, deve necessariamente fare sistema. Non da meno i Centri Agroalimentari dell’area UE devono fare lobby e lavorare in un’unica direzione”.

UFFICIO COMUNICAZIONE E SVILUPPO ITALMERCATI