Due padiglioni e 214 punti vendita per il rilancio dell`Ortomercato

Il Due padiglioni e 214 punti vendita per il rilancio dell’Ortomercato pagina IX II Comune Via libera al piano di Palazzo Marino per il rilancio dell’Ortomercato Approvato dal Consiglio comunale il progetto per due nuovi padiglioni e 214 punti vendita Sala:

“Dopo gli scali ferroviari altro passo avanti” ORIANA LISO Dopo più di vent’anni di progetti e diverse proposte più o meno faraoniche mai andate in porto, il Consiglio comunale da il via libera al piano di riqualificazione dell’Ortomercato di via Lombroso.

Un percorso lungo, quello che ha portato alla delibera approvata ieri dall’aula con 25 voti a favore e 6 contrari, che ha visto – nelle ultime settimane – anche qualche polemica da parte dei grossisti. La proposta dovrebbe portare alla ristrutturazione degli spazi dell’ortofrutta e all’ammodernamento della gestione operativa. Verrà realizzata – senza interrompere l’attività – una piattaforma logistica di 14.400 metri quadri, verranno demoliti in varie fasi tré degli attuali padiglioni e ne verranno realizzati due nuovi di 75mila metri quadri l’uno e 214 punti vendita.

Costo sti mato dell’operazione: 94,6 milioni: 55,6 a carico di Sogemi (10 in autofinanziamento e 45,6 con un mutuo) e tra i 39 e i 49 a carico del Comune come aumento di capitale. Ma un punto importante è anche il coinvolgimento dei grossisti, che hanno accettato l’aumento delle tariffe annuali a partire dal 2021 (da 75 a 130 euro al metro quadro) ma che hanno perplessità sulla durata per loro troppo breve degli affitti, nonostante la firma in prefettura di un protocollo di intesa.

Ma le polemiche politiche, che hanno portato al voto contrario del centrodestra e di Basilio Rizzo di Milano in Comune, puntano su un aspetto importante della delibera: per garantire a Sogemi la solidità necessaria a chiedere un mutuo, oltre all’aumento di capitale Palazzo Marino conferirà alla sua partecipata alcune aree e palazzine tra via Lombroso e via Molise, che oggi la società guidata da Cesare Ferrerò ha solo in diritto di superficie: 260mila metri quadri per un valore di 233 milioni. «Il suolo di Milano è un bene da non cedere a società, ma da tenere», attacca Rizzo. Replica l’assessore al Bilancio Roberto Tasca: «II Comune è azionista di Sogemi al 99 per cento e vuole dotare la sua società di patrimonio. Se si deciderà in futuro di alienare una quota sarà sempre il Consiglio a decidere».

Festeggia il sindaco Beppe Sala: «E due. In questi due primi anni di mandato abbiamo fatto due passi avanti, l’Ortomercato e gli scali ferroviari: c’è un tempo per discutere e uno per decidere, ora sarà quello di agire». Con lui il capogruppo del Pd Filippo Barberis, che parla di «delibera importante per il rilancio dell’Ortomercato, da troppo tempo atteso dalla città» e la collega di Noi Milano Elisabetta Strada.

Ma in aula la (poco presente) opposizione ha tentato l’attacco sulla questione delle palazzine occupate da Macao «amici del Comune» e sull’intero piano «II pericolo è che le aziende che oggi operano lì lo abbandonino», ha detto il capogruppo della Lega Alessandro Morelli, parlando di «suicidio assistito».

Fonte: REPUBBLICA MILANO